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venerdì 30 dicembre 2011

BUON ANNO 2012 DA SEL CASERTA



C’è un dato certo che scaturisce dalla analisi degli eventi che hanno caratterizzato lo scenario politico-economico soprattutto in quest’ultimo anno: una classe politica del tutto inadeguata, incapace, fortemente compromessa sul piano morale e con seri e diffusi problemi giudiziari.

Una classe politica durata finché ha potuto indebitarci, giungendo fino alle estreme conseguenze del fallimento, per poi abbandonare, lasciando nelle mani del Presidente della Repubblica, una patata bollente, raffreddata nei modi che sappiamo dal governo Monti.
Un governo “tecnico” sotto tutela politica a cui è spettato il lavoro sporco, che ancora una volta colpisce i soliti indifesi, salvaguardando spudoratamente la casta e i gestori del potere economico.
Intanto sono tutti lì; Berlusconi che contratta la salvaguardia dei suoi interessi, minacciando di negare il suo appoggio al governo in ogni momento, mentre sta pensando di ritagliarsi un suo nuovo ruolo istituzionale; la Lega, che si è defilata e sta provando a ricostruirsi una nuova dignità con il suo elettorato, ma appena viene messa alla prova fa vistosi passi indietro tornando ad essere l’ ultima bisbetica escort politica di Berlusconi; i sindacati che vorrebbero surrogare, senza inimicarsi nessun partito, un ruolo che hanno svilito per troppo tempo e il terzo polo che prova a raccogliere i cocci del vecchio governo con Fini, Rutelli e Casini, che si atteggia a statista ma è sempre più il Mastella dei salotti buoni.
Il resto è un incerto divenire di forze che si aggregano e disgregano in continuazione.
Quello che lascia sconcertati è che tutto quanto sta succedendo passa per una fatalità, un incidente, una contingenza internazionale, forse soprannaturale, per cui nessuno è responsabile, anzi questa classe politica si rappresenta come vittima, tenendo ben saldo, però, l’obbiettivo di difendere i propri privilegi, mentre scarica cinicamente sulle classi più deboli i costi prodotti dalla loro incapacità, aggiungendoci quelli derivanti dagli sprechi e dalle ruberie documentati negli infiniti scandali di cui siamo spettatori.
E’ tempo di prendere coscienza dell’evidente difficoltà di un sistema economico e politico nazionale e internazionale che si è rivelato fragile ed inadeguato, eccessivamente soggetto a fattori speculativi ed emotivi, quindi incoerente e manipolabile, e va promossa una discussione che porti ad un nuovo modello, più giusto e solidale, che tenda a richiudere il divario ormai osceno tra ricchi e poveri che questo stato di cose ha creato.
In questo scenario, Caserta vive un momento ancora più grave; oltre che alla catastrofe nazionale, siamo costretti a rispondere anche a quella cittadina, determinata dal dissesto amministrativo.
In un crescendo esponenziale stanno emergendo debiti per milioni di euro, tra la sorpresa, poco credibile, degli attuali amministratori, la stragrande maggioranza dei quali, infatti, a volte a destra a volte a sinistra appartiene alla macchina politico amministrativa cittadina da almeno un ventennio.
C’è da chiedersi di quali grandi opere e quali benefici, in servizi e vivibilità, ha beneficiato la cittadinanza casertana a fronte di indebitamenti milionari ed alla necessità dell’apporto di misure eccezionali, quali, una tassa di scopo per le opere pubbliche e un accise del 200% maggiore di quella in vigore nel 2010 sui consumi elettrici.
Noi rileviamo una città in completo abbandono. Dove non vengono più garantiti alcuni servizi primari, e dove non si riesce più neanche a pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici. Con i quali siamo ovviamente solidali, ma che devono comunque anche loro comprendere che certe solidarietà sono ambigue, ed altre, pur se politiche, sono sincere e non compromesse con coloro che hanno precipitato la città in questo stato di degrado.
E’ dunque necessario che qualcuno si faccia carico di questi problemi, ponendo le basi per una nuova fase politica, che implicitamente richiama ad un rinnovamento che non sia banalmente anagrafico, ma che risponda a oggettive valutazioni dei meriti e allo stesso modo valuti i fallimenti in una dinamica continua che impedisca il consolidarsi di posizione di potere e promuova la formazione di nuove classi dirigenti.
Per questa città va costruita una alternativa, va avviata l’elaborazione di un progetto di sviluppo futuro che la porti fuori dalle continue emergenze, diventate ragioni di uno strumento operativo adottato per superare restrizioni e limiti, inutile, anzi dannoso perché compromette una corretta soluzione dei problemi.
Vanno in quest’ottica raccolte idee ed esperienze che provengono non solo dai partiti ma dalle associazioni e anche da singoli operatori culturali e tecnici di valore che questa città esprime, superando le frammentazioni tematiche e ideologiche.
Sinistra Ecologia e Libertà si renderà promotrice per aprire un tavolo di discussione sui temi della città con tutti quanti si renderanno disponibili.


Caserta 30/12/ 2011 Circolo SEL Caserta ‘P. Neruda’

mercoledì 30 novembre 2011

Il dissesto di Del Gaudio


La dichiarazione di dissesto finanziario, approvata dalla giunta di centro-destra, che poteva anche consentire alla città di voltare pagina rispetto alle passate gestioni amministrative, evidentemente non sta dando i risultati sperati.

La città è oramai in una situazione comatosa, cumuli di rifiuti invadono periodicamente le strade, lavoratori pubblici e privati dei servizi senza stipendio, servizi sociali e assistenziali paralizzati, addirittura la polizia municipale non è messa in condizione di garantire i compiti istituzionali ai quali è preposta.
In questo contesto da inferno dantesco, i cittadini assistono increduli alla latitanza della politica, quella in grado di fare proposte concrete, ed avviare interventi di governo, sia locale che nazionale, capaci di porre fine allo scandalo di una città capoluogo di provincia lasciata totalmente in balìa del degrado e della mortificazione civile e sociale.
Non è accettabile che Del Gaudio, forte della sua maggioranza, non senta neanche il bisogno di confrontarsi con le forze di opposizione, sia dentro che fuori il palazzo, e con i cittadini, per affrontare la più grave emergenza che la città ricordi da sempre. E vorremmo sapere che fine ha fatto la tanto vantata ‘filiera istituzionale di centro destra ’ Regione-Provincia e Comune, che Del Gaudio enfatizzava durante la campagna elettorale, se ad oggi Caserta è lasciata sola con i suoi guai.
Non si può confidare per sempre nella pazienza, nella comprensione, e purtroppo a volte nella rassegnazione di migliaia di famiglie che oggi, a Caserta, si sentono cittadini di serie C rispetto ad un contesto nazionale pur critico, ma comunque non così indecoroso.
Siamo sempre più convinti che questa giunta, per gli interessi che rappresenta e per gli uomini che la compongono sia la peggiore compagine politica che la città potesse avere di fronte ad una crisi così grave, e il pensare di risolverla esclusivamente attraverso artifizi contabili o, peggio, con probabili ulteriori sacrifici sul reddito delle famiglie, è la conferma della inettitudine di questa riciclata classe politica, che presenta al suo interno molti di quelli che hanno la responsabilità diretta della crisi stessa, e che in questi anni hanno consentito lo sperpero di stipendi spropositati e benefit a dirigenti e funzionari.
Il circolo SEL di Caserta nei prossimi giorni metterà in atto una serie di iniziative politiche e di mobilitazione per richiamare chi di dovere alle sue responsabilità istituzionali, e rappresentare al paese lo stato di indecenza civile nel quale viene lasciato un capoluogo di provincia italiano con i suoi abitanti.

giovedì 24 novembre 2011

Eletto anche il Coordinamento cittadino



Il 23 novembre il Circolo SEL di Caserta ha riunito il nuovo organismo esecutivo, l’Assemblea Elettiva cittadina, la quale ha proceduto alla nomina del nuovo coordinamento che affiancherà il coordinatore Pietro Paolo Falvo nell'attività del partito in città.


Del Coordinamento faranno parte, con responsabilità su specifiche tematiche, M. Angela Viglione (Ambiente e Territorio), Lorenzo Riviello (Organizzazione), Paolo Amoruso (responsabile Tesoreria), Claudio Carli (Comunicazione), Giuseppe Spiezia (problematiche immigrazione), Domenico Tescione (tematiche del Lavoro).
Nell’ambito dell’Assemblea Elettiva sono state poi assegnate specifiche aree di competenza.
Il Coordinatore Falvo, nella sua relazione introduttiva, ha sottolineato che la nuova strutturazione di SEL a Caserta, caratterizzata dalla valorizzazione delle specifiche competenze e da una più incisiva capacità progettuale e di intervento politico sul territorio, rappresenta la migliore premessa per la crescita del partito della sinistra nella nostra città. In particolare attraverso un approccio alla politica basato sull’etica della responsabilità, sulla capacità di stare sui problemi, sulla necessità di proporre soluzioni alle drammatiche emergenze che vive Caserta.
L’obiettivo che si pone oggi SEL è di riunire una sinistra ancora frammentata per consentire di elaborare e proporre un progetto per la città e una prospettiva di crescita e sviluppo, superando vecchi rituali politici, interessi ambigui e logiche di potere che tanti danni hanno arrecato alla città e alla stessa sinistra nei nostri territori.

venerdì 18 novembre 2011

Convocazione Assemblea Direttiva cittadina

Nel ringraziare i mass-media per la cortese attenzione rivolta all’Assemblea Organizzativa del Circolo di Caserta appena conclusasi, Sinistra Ecologia e Libertà esprime viva soddisfazione per il notevole successo che la stessa assise pubblica ha fatto registrare, sancito dal cospicuo incremento dei tesserati (Tessere 2010: 47 – Tessere 2011: 103, Dati Uff. Ass. Organizz.) che, con la loro partecipazione ed adesione al documento programmatico, consentono al nuovo Coordinatore e all’Assemblea Direttiva di intraprendere con decisione il lungo percorso che ha come obiettivo quello di condurre il partito nel ns. Capoluogo a più appropriati livelli di consenso, più vicini alle dimensioni nazionali.

Consentirà inoltre, avendo tutto il tempo necessario, di impostare un virtuoso processo di partecipazione democratica che tenda a superare i vecchi schemi della politica e incoraggia ad operare per dare a questo partito il ruolo e la funzione di portavoce delle istanze della Sinistra, non solo nella città di Caserta.

Il nostro impegno, come abbiamo indicato nel documento presentato all’Assemblea, è rompere il silenzio e colmare il vuoto che la politica ha prodotto negli ultimi anni nella città di Caserta; affrontare, oltre alle gravi emergenze croniche, anche le ricadute che avrà il dissesto amministrativo, dichiarato dalla giunta di centrodestra, sui lavoratori della stessa amministrazione comunale e sull’intera collettività.

E’ necessario rimettere al centro dell’attenzione i temi del lavoro e della scellerata gestione della “cosa pubblica” a Caserta che ha prodotto conseguenze catastrofiche, con l’annullamento di numerosi diritti primari e non ponendo alcun argine allo sfaldamento dell’apparato industriale, subito passivamente, che ha portato la disoccupazione nella nostra città a limiti inaccettabili.

Questa tematica - che rappresenta la prima emergenza democratica cittadina - rappresenterà il filo conduttore dell’Assemblea Direttiva Cittadina che si terrà mercoledì 23 novembre 2011 alle ore 19.30 presso la Casa delle Associazioni in via Tanucci, 97 a Caserta

sabato 12 novembre 2011

L'assemblea organizzativa di SEL Caserta elegge il nuovo coordinatore cittadino

Un momento dell'Assemblea Organizzativa all'OfCA
L’Assemblea Organizzativa degli iscritti al Circolo SEL ‘Pablo Neruda’ di Caserta, al termine di una giornata di lavori, contrassegnata da una ampia partecipazione propositiva di idee e programmi, che ha visto dibattere analisi e percorsi politici sulla città di Caserta, ha proceduto alla nuova strutturazione dei suoi organismi direttivi.
Al termine di un dibattito articolato si è proceduto alla nomina di Pietro Paolo Falvo quale coordinatore del circolo cittadino, e alla nomina dell’Assemblea Direttiva, l’organismo preposto alla elaborazione delle iniziative politiche sul territorio.
L’Assemblea ha voluto fortemente rimarcare la necessità di predisporre tutte le iniziative idonee ad implementare un azione congiunta delle forze del centro-sinistra sia sulle tematiche cittadine, che nell’azione di opposizione all’attuale giunta di centro-destra.
Alla prima riunione del neonato organismo direttivo, l’Assemblea procederà, su proposta del Coordinatore, all’individuazione e alla nomina di un Coordinamento cittadino, e alla elaborazione di un documento programmatico relativo alle iniziative politiche che il Circolo intraprenderà in merito alle gravi, complesse ed insolute emergenze che stanno angustiando la città.
Tutela dell’ambiente, lavoro, stato sociale, diritti lesi, aspettative dei giovani, legalità, tutela dei più deboli saranno le priorità  di questo partito, in un contesto socio-economico ancora più critico e degradato rispetto alle altre realtà geografiche nazionali.
La riorganizzazione e l’auspicata crescita esponenziale del sostegno all’azione di SEL da parte di settori sempre più vasti della società casertana rappresentano il presupposto per porre mano ai problemi della città, e rafforzare e far crescere la sinistra nel suo complesso a Caserta. 

mercoledì 26 ottobre 2011

Un contributo di analisi e riflessioni

Care compagne, cari compagni,
Sinistra Ecologia e Libertà Circolo “Pablo Neruda” di Caserta arriva al suo congresso cittadino con davanti a sé una grande sfida da raccogliere. È necessario ricostruire l'unione tra uomini e donne che si riconoscono negli ideali del patrimonio comune della cultura politica della sinistra, inclusiva di storie e linguaggi anche diversi tra loro, nella coniugazione dei principi di libertà ed equità sociale, dei valori di solidarietà e dignità della persona, dell'attenzione al futuro dell'ecosistema del nostro pianeta.
Anche sul nostro territorio, le recenti elezioni amministrative, nonostante i risultati non proprio esaltanti, hanno comunque messo in movimento energie che hanno dato prova di vitalità e potenzialità inaspettate, generando un nuovo senso di appartenenza e la voglia di partecipare alla costruzione di una Sinistra nuova.
È necessario riempire il vuoto politico che si è creato in Italia, per evitare l'esaurirsi dell'energia civile dei cittadini che patiscono la pericolosa deriva della situazione politica tanto a livello nazionale che locale e vogliono che la Sinistra torni a far sentire le proprie proposte, in modo coerente e attraverso un linguaggio comune, su temi e questioni di fondamentale importanza per il futuro del nostro Paese.
Il governo Berlusconi ha superato la prova della fiducia parlamentare, ma continua a mostrare con evidenza la sua fragilità. Troppe le contraddizioni accumulate e l'incapacità di rispondere alla crisi per pronosticare una ulteriore durata della parabola berlusconiana. Questo non vuol dire che il governo non possa continuare a fare danni, anche maggiori di quelli già fatti: dalla riforma universitaria alla legislazione sul lavoro, dall'attacco alla magistratura all’inasprimento del clima complessivo. Un'epoca di arretramenti sociali, regressione democratica e destrutturazione complessiva è alle nostre spalle. Il berlusconismo ha ben incarnato un modello di comando fondato sulla corruzione, la rendita parassitaria, l'eliminazione dei diritti sociali e del lavoro. Ma la regressione sociale è stata favorita anche da un modello sociale basato sulla modernizzazione del sistema capitalistico vincolata alla competizione globale e veicolato dall'Unione europea. Un modello che ha permeato anche il centrosinistra italiano il quale ha contribuito a sua volta a realizzare quel disegno. Non a caso, uno degli ultimi puntelli del sistema berlusconiano è proprio la non credibilità alternativa del suo principale competitore.
Quel modello economico e sociale mostra però la corda e la crisi globale evidenzia come le classi dominanti, nel loro insieme, stanno portando al fallimento e all'implosione l'intera società.
Una nuova generazione comincia ad avvertire l'intollerabilità della propria condizione e chiede conto del proprio futuro. Lo fa a volte in forma disperata proprio perché non riesce più a concepire la speranza. Ma lo fa. E accanto a essa, settori del mondo del lavoro provano a tenere aperta una possibilità di resistenza alla crisi.
C’è, dunque, l’esigenza di un'inversione di tendenza che si materializzi innanzitutto in un rinnovato protagonismo dei movimenti e dei soggetti colpiti dalla crisi, consapevoli che solo la loro unità - sulla base di rivendicazioni chiare ed efficaci, che facciano pagare la crisi a chi l'ha provocata - può generare la risorsa essenziale in grado di resistere e di proporre un cambiamento.
Ma, care compagne e cari compagni, la cultura di un partito ovviamente non è racchiusa in un manifesto, né è un prodotto intellettuale, ma è tutt’uno con gli obiettivi politici e programmatici e con la visione della società, nonché con la prassi stessa del partito.
Essa è un misto di vari ingredienti. Da un lato è espressa da quell’universo antropologico che, declinato ai vari livelli, accomuna le percezioni, le sensibilità, il modo di ragionare e di impostare i problemi dei dirigenti e delle masse di aderenti e simpatizzanti, e giustifica lo stare assieme. Mi riferisco a quell’universo insito nel modo di sentire, di interpretare il mondo, di impostare le relazioni causa-effetto, di dare le gerarchie di valore e definire l’immaginario collettivo.
Da un altro punto di vista, è espressa dalle fonti di ispirazione del pensiero consapevolmente elaborato che arriva a coinvolgere le interpretazioni della storia, la rappresentazione delle relazioni economiche, fino alle posizioni filosofiche e dottrinarie professate e alle angolature utopiche e ideali di quel pensiero.
Ma sono, ancora, cultura di un partito anche quegli orientamenti più contingentemente empirici informati da concezioni del ruolo e delle modalità di svolgimento politico, attinenti soprattutto alla formazione dei dirigenti. Quelle concezioni plasmano le gerarchie di valutazione delle cose, la forma mentis, i linguaggi, i riti, valori e disvalori, con cui viene praticata la politica, e con cui viene trasmesso al corpo del partito un modo di viverla e di riprodurla.
Da ultimo, ma non marginale rispetto agli altri aspetti, un partito si definisce culturalmente anche per come concepisce la funzione intellettuale e per il rapporto che instaura con le competenze e i saperi.
Personalmente ho la sensazione di provenire da un partito, i Ds, che si è sciolto senza lasciare un’elaborazione, una visione della società, idee specifiche di governo, un dibattito culturale, la costruzione di strutture di staff, scuole di partito, un rapporto politico con gli intellettuali.
Non c’è egemonia politica senza egemonia culturale; rinunciare a una sintesi culturale in nome di una pluralità informe e sbiadita di suggestioni vuol dire condannarsi a un empirismo oscillante e all’assenza di identificazione e prestigio nella società.
Questo a mio modo di vedere è il punto cruciale nella costruzione di partito nuovo.
I compagni, più o meno “silenziosi”, hanno il sacrosanto diritto di non dover partecipare a guerre nel Partito, tanto più se esse sono per il controllo di incarichi interni o di cariche pubbliche, fino addirittura al precoce posizionamento per future liste elettorali. Discutere e magari anche battagliare sulle linee politiche e organizzative è perfettamente legittimo e normale in tutti i partiti. Altra cosa è dividersi su chi è amico di chi, su quale cordata di potere è più conveniente sdraiarsi, magari per prenotare un posto di parlamentare o di consigliere.
Questo modo di fare politica, purtroppo non estraneo alla sinistra italiana, in specie negli ultimi tempi, e nello specifico nella nostra regione, hanno contribuito non poco ad allontanare dalla militanza vecchi e nuovi compagni, generando e alimentando aggregazioni contingenti, come movimenti, comitati, associazioni e quant’altro capaci di unire su singole tematiche, ma incapaci di dar vita ad una azione politica permanente ed incisiva.
Per discutere su SEL a Caserta, è bene innanzitutto cominciare a discutere su SEL a livello nazionale. Quale SEL vogliamo debba ulteriormente rafforzarsi nel panorama politico italiano? Quali i connotati e, soprattutto, gli obiettivi strategici e le conseguenti tattiche? Vogliamo essere, nel mare della sinistra italiana, un Partito socialista-ecologista sia pure di tipo nuovo? Quale il rapporto di questo Partito con il sistema capitalistico moderno e globalizzante? Quale deve essere il rapporto con le classi sociali e i diversi ceti, a cominciare dal mondo operaio e popolare? Quali le linee complessive di politica economica ufficialmente proposte dai nostri organismi dirigenti nazionali, al di là dei pur apprezzabili contributi di singoli compagni? Si potrebbe continuare. Magari alcune risposte sono state già date, ma certo molti, anche nella sinistra italiana, non hanno nessuna idea su cosa SEL voglia diventare da grande. Molti italiani genericamente conoscono e stimano Nichi Vendola, la sua capacità di risvegliare la passione politica e l’idealità, ma non hanno ancora chiara l’identità complessiva di questo partito e delle sue proposte.
Definire l’orizzonte largo di un movimento politico è fondamentale per definire quale strumento politico questo orizzonte deve utilizzare. Schematizzo: nel contesto italiano, il percorso a breve e a medio termine di SEL diventa di fondamentale importanza. Esiste la possibilità reale di un intervento politico (fra PD da una parte e Fed. della Sinistra dall’altra) che possa intercettare ceti e interessi rappresentabili da una forza politica di sinistra credibile, nello stesso tempo riformatrice e alternativa. Insomma una forza che possa realisticamente rappresentare una parte grande del vecchio e nuovo popolo della sinistra italiana. SEL deve avere l’ambizione di essere questa forza. Con quali prospettive immediate nel nostro panorama politico? Alcuni compagni vedono in SEL una forza inevitabilmente passeggera, in vista della formazione di un grande Partito di sinistra che possa inglobare una parte considerevole dell’attuale PD. Nessuno è in grado di prevedere un futuro a medio-lungo termine, ma un’analisi realistica delle forze in campo mi fa ritenere sicuramente suggestiva ma illusoria questa prospettiva. Essa infatti presuppone una rovinosa disfatta del PD, tale da scompaginare e rompere l’unità di quel Partito. E’ questo l’obiettivo a cui dobbiamo tendere? E allora perché ci siamo mossi e ci muoviamo verso un’alleanza elettorale e politica con il PD?
Mi pare allora più credibile, almeno nel medio-lungo periodo, la necessità che SEL diventi esso stesso un Partito capace di colmare il vuoto di una prateria attualmente desertificata fra PD e Federazione della Sinistra. Solo quando SEL diventerà questa “cosa”, potrà avere quella forza di attrazione tale da poter aspirare realisticamente alla creazione di una “cosa” ancora più grande e determinante. Le scorciatoie, care compagne e cari compagni, non pagano.
Ma allora, se questa è la strada da percorrere, è inevitabile che SEL si sviluppi, ora e non dopo, come Partito qualitativamente e anche quantitativamente ragguardevole. Noi non possiamo essere semplicemente lo strumento di pressione e la massa di manovra per investiture future che rischiano di reggersi sulla sabbia. Non è di un contenitore sbrindellato seppur brillantemente manovriero che abbiamo bisogno. E, a maggior ragione, non possiamo neanche essere il Partito dei “pochi ma buoni”, cioè di quella teoria politica elitaria e radicaleggiante storicamente rappresentata dai segmenti estremistici e minoritari della sinistra italiana e mondiale. Magari puramente antagonista, priva di un necessario progetto di governo del Paese.
Quindi, qual è il Partito che ci serve? Innanzitutto, un Partito. Non un movimento. E non sembri una questione nominalistica. Un movimento, per sua natura, rappresenta esigenze particolari legate a particolari contingenze storiche, non richiede strutture stabili e codificate, non reclama la necessità della sintesi rispetto ad altri movimenti e rispetto, in generale, al contesto complessivo politico-economico-istituzionale in cui opera. Un Partito (ma soprattutto un Partito di sinistra) deve avere altri connotati, richiede organizzazione costante, militanza, ramificazione territoriale, regole condivise e rispettate. A mio parere, di questo tipo di Partito SEL ha bisogno. NON SERVE IL PARTITO DI UN LEADER, SERVE UN PARTITO CON UN LEADER. Con organismi dirigenti (nazionali e locali) in grado di dirigere democraticamente con autorevolezza e consenso guadagnati sul campo. Quindi ecco la necessità di un quadro costante di regole e garanzie non interpretabili a seconda delle convenienze, ma puntualmente rispettate almeno fin quando un nuovo Congresso non ne cambi i contenuti. Ecco la necessità insostituibile di una forte organizzazione interna, strutturata e coordinata in centri territoriali e tematici, con un punto di riferimento centrale costituito dal tesseramento inteso come espressione di un’adesione politica che va al di là di un semplice voto alle elezioni. Ovviamente questo tipo di tesseramento non può essere affidato a slanci momentanei e volontaristici, richiede invece una riconquista costante del consenso e della partecipazione dei compagni. Richiede insomma un’attività specifica del lavoro del Partito.
Infine, voglio sottolineare la necessità di una più approfondita elaborazione del rapporto fra Partito e movimenti. E’ fuori discussione che SEL debba avere relazioni e contaminazioni con movimenti sociali più o meno organizzati, dai sindacati alle associazioni culturali a quelle del volontariato ecc. Ma non è accettabile che SEL diventi semplicemente un contenitore di movimenti sociali che, magari attraverso loro esponenti nel nostro Partito, dettano la linea nel loro singolo settore di competenza. SEL deve poter dialogare, collaborare e interagire con i movimenti, ma non assumere paternità sotto dettatura. Così come è importante che le campagne elettorali di SEL non vengano di fatto appaltate a candidati che, un po’ per disponibilità economiche un po’ per collegamenti trasversali, acquistano un peso politico nettamente maggiore rispetto a un semplice compagno (magari operaio) parimenti meritevole di appoggio, ma molto meno provvisto di soldi e di collegamenti esterni. Le campagne elettorali tendenzialmente all’americana non credo possano appartenere al DNA di un Partito di sinistra. Per qualcuno tutto ciò significa sperimentare una nuova forma-partito. Per me invece tutto ciò è uno scimmiottamento delle pratiche deteriori del nuovo modo di far politica in Italia.
In conclusione personalmente ritengo suicida pensare che SEL a Caserta possa rafforzarsi spaccandosi in due o in tre tronconi. Qualcuno si illude davvero che una vittoria congressuale al 51 o anche al 55% possa rendere più forte il nostro Partito? Le giuste esigenze di chiarezza politica non comportano necessariamente una lacerante spaccatura, di cui spero nessuno voglia assumersi la pesante responsabilità. Rompere le incrostazioni interne e ricomporre i pezzi sarà pure un lavoro difficile, ma vale la pena farlo (pazientemente, se almeno vogliamo essere un gruppo dirigente degno di tal nome) quando la posta in gioco è lo sviluppo del nostro Partito, ma prima ancora quello di ridare speranza e futuro ai nostri territori.
Domenico Tescione – Circolo SEL ‘Pablo Neruda’ Caserta

giovedì 13 ottobre 2011

Il dissesto di Caserta è figlio della cattiva politica


Nella giornata di oggi la giunta Del Gaudio ha deliberato ufficialmente lo stato di dissesto finanziario del Comune di Caserta.
Ciò in conseguenza del fatto che l’amministrazione non era più in grado di assolvere ai servizi indispensabili e onorare i crediti vantati da enti terzi.
Non vogliamo commentare l’opportunità tecnica o politica di tale scelta, ma rilevare come questo evento sia solo la prevedibile ed umiliante conclusione di anni ed anni di cattiva politica e pessima gestione amministrativa delle risorse comunali.
Le giunte succedutesi negli ultimi anni, e peggio ancora in passato, si sono caratterizzate per negligenza, clientelismo, affarismo, tant’è che qualche amministratore è stato oggetto di specifici provvedimenti penali e amministrativi da parte dell’autorità giudiziaria.
La città è oggi in una situazione desolante. Cumuli di rifiuti non prelevati ammorbano l’aria già da diversi giorni; i servizi essenziali nelle scuole sono stati sospesi; gli enti di assistenza sociale sono privi di sussidi; le attività produttive languono; l’ambiente è sempre più degradato mentre la fascia di inoccupati di quelli che perdono il lavoro aumenta giorno per giorno.
Con il dissesto il Comune, per legge, è chiamato a provvedere con risorse proprie al risanamento finanziario, ricorrendo all’adeguamento di imposte, tasse, aliquote e tariffe fino al massimo previsto dalla legge. Una mazzata insopportabile su un tessuto sociale e su redditi familiari già duramente provati dalla crisi.
Noi riteniamo che la giunta Del Gaudio, per gli uomini che la compongono e per la storia di cui è frutto, non sarà in grado di risollevare le sorti della città, perché prigioniera di clientele e padrinati fortemente condizionanti. E anche per la contraddizione politica che esprime : espressione di quel centro-destra che ha drasticamente ridotto le risorse per gli enti locali, specie meridionali, e che oggi tenta di scaricare sui cittadini e sullo stesso governo il risultato di questa decisione politica. Una presa in giro che toglie ogni credibilità a questo governo cittadino.
Riteniamo che non si possa gravare su famiglie già allo stremo un così pesante recupero finanziario, e che prioritariamente si debba intervenire sul patrimonio comunale e sul recupero reale dell’evasione e elusione contributiva ampiamente presente sul nostro territorio.
Il circolo cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà ritiene che questo dissesto finanziario possa essere occasione anche di riflessione su un modo di far politica nelle nostre terre, dove, tra trasformismi e opportunismi, la classe politica ha sempre anteposto l’interesse particolare, di gruppi e clientele, su quello generale della collettività. Con il risultato desolante che abbiamo di fronte.
Sinistra Ecologia e Libertà - Circolo ‘ P. Neruda’ - Caserta

sabato 8 ottobre 2011

Ancora rifiuti in strada : una città allo stremo


Di fronte allo scempio che periodicamente viene riproposto alla città di cumuli di immondizia per strada, a poco valgono, per i cittadini casertani, i giochi di scaricabarile tra l’amministrazione comunale, gli addetti senza stipendio e le società a cui fanno capo.
Caserta è sempre più una città lasciata al suo destino di progressiva emarginazione sociale, produttiva e di degrado ambientale.
La situazione di oggettivo dissesto finanziario è oggi alla base di questo ennesimo e grave deterioramento in tutto il versante dei servizi, e diventa insopportabile per i cittadini quando questo colpisce servizi primari come la raccolta dei rifiuti, e altri servizi sociali essenziali come la scuola, l’erogazione dell’energia e il sostegno alle aree del disagio sociale e familiare.
Questo dissesto finanziario non nasce certo oggi, ed anche se non può direttamente essere imputato alla giunta in carica, non si può nascondere che il tutto è la conseguenza di una incultura politico-amministrativa alla quale non è certo estranea la storia del Sindaco Del Gaudio e delle forze politiche che lo sostengono.
Una città devastata finanziariamente da una gestione del bene comune non certo ispirata, negli anni, al sano principio del ‘buon padre di famiglia’, laddove per decenni ha prevalso, in una logica spesso consociativa, la volontà affaristica di lobby clientelari . Forze che hanno dissanguato le casse di una città già fortemente penalizzata da un gettito condizionato da una scarsa base contributiva, a causa di vaste aree di evasione ed elusione fiscale, disoccupazione e crescente deindustrializzazione.
Come se non bastasse a tutto ciò si è aggiunto il drastico ridimensionamento delle risorse economiche destinate agli enti locali, specie meridionali, frutto di una politica governativa asservita ai diktat della Lega.
E Del Gaudio non può certo sottrarsi alla responsabilità di essere espressione di questa parte politica, né far finta che la situazione attuale sia una semplice eredità del passato, perché né è parte integrante.
Adesso la priorità è reperire le risorse necessarie per riportare un minimo di decoro alla città, alleviandone i disagi e i disservizi che i cittadini, a tutti i livelli, stanno subendo.
Sinistra Ecologia e Libertà di Caserta, pur se non presente nel Consiglio Comunale, continuerà la sua azione di opposizione e di mobilitazione contro quella politica delle consorterie politico-affaristiche che hanno così pesantemente segnato il destino della nostra città.

domenica 25 settembre 2011

L'ennesimo oltraggio alla città


La delibera regionale dell’11 agosto scorso, con la quale si stabilisce la collocazione di un sito di stoccaggio dei rifiuti nell’area di Lo Uttaro, alle porte di Caserta, è stata oggetto di un ampia e partecipata assemblea nella giornata di sabato 24 settembre.
La riunione, che ha visto la presenza di tutti i partiti di opposizione, compreso SEL, oltre che naturalmente le varie associazioni ambientaliste, ha sottolineato la totale convergenza dei presenti nel respingere con forza la scellerata decisione di collocare su un area così tanto provata dagli sversamenti dei rifiuti un sito di stoccaggio, e tutto ciò, sorprendentemente, con l’avallo dell’ARPAC, un ente preposto istituzionalmente alla tutela ambientale e alla verifica di compatibilità degli interventi amministrativi sul territorio.
E’ stato sottolineato che il territorio di Lo Uttaro è stato individuato come area da sottoporre a decisi e radicali interventi di bonifica, proprio a causa della criticità di un suolo fortemente provato da anni di stoccaggi scriteriati dei rifiuti e di altre sostanze estremamente nocive.
A questa delibera la giunta Del Gaudio, a parte qualche dichiarazione di circostanza, non ha ad oggi opposto alcuna resistenza o contrarietà, dimostrando un disinteresse verso la tutela della salute dei cittadini casertani che lascia sbigottiti.
Sinistra Ecologia e Libertà di Caserta, particolarmente sensibile alle tematiche ambientali e alla tutela del territorio, si attiverà in tutti i modi, insieme alle altre componenti associative e partitiche presenti alla riunione, per far sì che questa delibera venga ritirata e che Lo Uttaro sia oggetto da subito di un programma di bonifica e riqualificazione ambientale.
Decidere di stoccare quasi 100mila tonnellate di rifiuti in un’area già così provata e biologicamente esausta va annoverato tra gli atti inconsulti di un centro-destra che si dimostra sempre più insensibile alle tematiche della salute pubblica e della preservazione di un eco-sistema accettabile.
Nei prossimi giorni renderemo note le iniziative che come circolo SEL Caserta intendiamo portare avanti, congiuntamente con le altre forze di opposizione e le associazioni, per far si che non venga perpetrato questo ulteriore scempio sulla pelle di migliaia di cittadini casertani.
Sinistra Ecologia e Libertà – Circolo ‘P.Neruda’ Caserta

mercoledì 14 settembre 2011

SEL Caserta in prima linea nella raccolta firme contro la legge elettorale


Come sta avvenendo in tutta Italia, anche a Caserta Sinistra Ecologia e Libertà è impegnata nel raccogliere le firme necessarie all’indizione di un referendum specifico in grado di spazzare via l’attuale legge elettorale.

Una legge che allarga sempre di più il divario tra la politica e i cittadini, e che lascia alla totale discrezione dei vertici dei partiti la scelta non solo dei candidati, ma anche quella della loro eventuale elezione.

Tutto ciò ha prodotto la ‘porcata’ (come a suo tempo è stata definita questa legge elettorale da un esponente della stessa maggioranza), con il risultato di un Parlamento costituito da nominati, senza nessun legame con i territori e nessun rapporto con gli elettori.

E’ possibile firmare per il referendum abrogativo della legge cd. Porcellum presso l'Ufficio Anagrafe del Comune, situato in Via Patturelli 75, dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,30 ed il martedì ed il giovedì anche il pomeriggio, dalle ore 15,10 alle ore 17,00

SEL invita i cittadini di Caserta ad aderire a questa iniziativa referendaria, per eliminare una delle distorsioni più nocive del sistema politico italiano, per ridare sostanza al nostro voto e all’elettore la possibilità di scegliere chi sarà eletto e chi  governerà.

Comunicato stampa del 14 Settembre 2011
Circolo SEL "Pablo Neruda" - Caserta

mercoledì 7 settembre 2011

Raccolta firme per la riforma elettorale


Entro il 25 settembre p.v. è possibile firmare presso il proprio comune per richiedere il referendum abrogativo dell'attuale legge elettorale, che impedisce all'elettore di esprimere il voto di preferenza. Sinistra Ecologia e Libertà è da sempre contraria a tale legge, perché limita la libertà del singolo cittadino di decidere chi deve governare. Attualmente, in occasione delle elezioni politiche, il cittadino può esprimere il solo voto di preferenza al partito, il quale ha facoltà  poi di nominare persone di sua fiducia che saranno elette e siederanno in parlamento. E' sotto gli occhi di tutti l'attuale situazione politica italiana, laddove il parlamento è ridotto al ruolo di passacarte del governo, che legifera in nome e per conto di quest'ultimo, anche abusando del voto di fiducia quando è necessario "blindare" l'approvazione di alcune leggi. 
Per fermare questo Sistema, che altro non sta facendo che portare il Paese sull'orlo del fallimento, come già avvenuto per la Grecia, è necessario raccogliere almeno 500.000 firme per poter poi richiedere alla Corte Costituzionale l'istituzione di un referendum abrogativo.
Pertanto è necessario anche il TUO contributo: a Caserta è possibile firmare presso l'Ufficio Anagrafe del Comune, situato in Via Patturelli 75, dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,30 ed il martedì ed il giovedì anche il pomeriggio, dalle ore 15,10 alle ore 17,00

Aboliamo questa legge elettorale, ripristiniamo il voto di preferenza!!

domenica 17 luglio 2011

Centinaia di firme contro il parcheggio di via S.Carlo

Il comitato civico “NO-AL MEGA PARCHEGGIO SOTTO TERRA IN VIA S. CARLO” (composto, oltre che da SEL, da Speranza per Caserta – Laboratorio Mille piani – Co-As.Ca ecc.) ha raccolto centinaia e centinaia di firme nei giorni 14 e 15 luglio dalle ore 20.00 alle 24.00, durante la manifestazione locale “into street” a Via S. Carlo.

Giovani, tanti e tanti giovani, ma anche adulti sono accorsi al banchetto per firmare e fermare i lavori del cantiere.
La domanda ricorrente era: "perché un altro mega parcheggio in questa storica ed antica strada, se a pochi metri vi è già un parcheggio sotterraneo (al Monumento) e un altro parcheggio sotterraneo è in procinto di essere realizzato nello spazio dell’ex mercato nella omonima piazza".
Perché togliere ulteriori spazi di socializzazione in una città che ne offre già così pochi? Ciò vale anche per famiglie, anziani e bambini, abituali frequentatori di questa via.
Un parcheggio privato, con un unico flusso di entrata, che renderà Via S. Carlo una strada inquinata ed intasata.
A nessuno piace l’idea del parcheggio, nessuno lo vuole e non tutti i commercianti di via San Carlo sono d’accordo.
A questa iniziativa tra la gente seguiranno altre in questi giorni, con l’obiettivo di arrivare alla sospensione dei lavori, prima che si arrivi al solito ricatto dei motivi occupazionali. 
Seguiranno iniziative giuridiche, mediatiche, politiche ecc.
Insomma i lavori vanno assolutamente e quanto prima sospesi e va rimodulato il progetto del parcheggio sotterraneo nel suo insieme.
Tutto ciò in prospettiva turistica, economica, sociale e storica, in un più ampio progetto urbano sostenibile. 
Sinistra Ecologia Libertà e il Comitato Civico su questa importante tematica sociale non andranno in vacanza né a luglio, né ad agosto, e ben farebbero il Sindaco e tutti gli addetti ai lavori a pensarci bene nel far proseguire i lavori, perché, nel caso fossero confermati i sospetti di eventuali violazioni di normative ambientali o amministrative, dovrebbero rispondere dell’ennesimo, deturpante ‘buco’, questa volta nel cuore stesso della città.

E’ arrivata l’ora di progettare iniziative edilizie compatibili, sia dal punto di vista ambientale che storico-artistico, per una città mortificata da anni di interventi dissennati, e i cittadini di Caserta, a partire dalla sospensione dei lavori di questo tanto contestato parcheggio, vogliono voltare finalmente pagina. Noi saremo con la città, non certo con gli speculatori.

venerdì 8 luglio 2011

Vogliamo la riapertura della Flora al pubblico

Fonte: Wikimedia Commons
I giardini della Flora, nella parte orientale del Parco della Reggia di Caserta, sono da anni chiusi al pubblico, che può solo ammirarli dall'esterno, attraverso le storiche inferriate. Teatro negli anni scorsi della manifestazione estiva "Cinema all'aperto", patrocinata dal Comune di Caserta, la Flora è stata sempre considerata come il giardino "di serie B" della Reggia vanvitelliana, in quanto a lungo, anche in epoca remota, era utilizzata quale deposito di materiale vario. Negli anni scorsi, grazie agli sforzi sia della Sovrintendenza dei Beni Culturali, sia del Comune di Caserta, si provvide a restituire alla Flora la dignità che le era consona. Ad oggi invece la Flora assurge al ruolo simbolo del degrado che attraversa il monumento vanvitelliano, che poco ha da vantarsi della piazza Carlo III restaurata se poi, girato l'angolo, si assiste ad uno scenario di abbandono di una parte del monumento che per anni è stato uno dei parchi cittadini di Caserta. 
Il Circolo SEL di Caserta vuole invece che siano poste in atto tutte le sinergie tra Comune di Caserta e Sovrintendenza affinché sia restituita alla Flora l'immagine che le appartiene, e che contribuisce al fascino di uno dei monumenti più visitati d'Italia. Anche questo potrebbe essere un primo segnale per rilanciare l'immagine della città, restituendo ai cittadini e al turismo quelle parti di città sottratte per troppo tempo alle iniziative di rivalutazione dei patrimoni artistici e monumentali di Caserta. Pertanto il Circolo "Pablo Neruda" parteciperà alle iniziative popolari messe in atto o da organizzarsi in merito nelle prossime settimane. 

sabato 2 luglio 2011

Il parcheggio di Via San Carlo è inutile e dannoso

Ieri si è tenuto l’incontro con il 'Gruppo di lavoro' promosso da Mario Cozzolino sul Costruendo Parcheggio sotterraneo in Via San Carlo.
Dopo aver discusso ed esaminato  sul piano tecnico-amministrativo, politico e sociale l’iter che ha autorizzato l’impresa di costruzione diretta dagli Architetti Nocera-Greco, (quest’ultimo attuale assessore all’urbanistica) si è deciso di verificare innanzitutto la regolarità amministrativa delle varie autorizzazioni rilasciate, non solo alla luce dei vincoli posti dalla legislazione vigente (Europea, Nazionale, Regionale e Comunale) in materia di impatto ambientale e tutela dei beni ambientali e culturali, ma anche sotto il profilo dell'incompatibilità ed inutilità pubblica dello stesso parcheggio, sicuramente dannoso, sia sul piano della stabilità della stessa antica piccola via San Carlo, che della viabilità e della salute pubblica dei residenti e di quanti la intendono passeggiare.
Per cui allo stato SEL Caserta, sottolineando la necessità di tenere 'pedonalizzata' e tutelata l’area del centro storico di Caserta ed in particolare Via San Carlo una strada antichissima, in quanto bene patrimoniale da rispettare e tutelare, decide di affiancare ogni iniziativa delle Associazioni e solidarizzare con i Padri Sacramentino della Chiesetta SS. Immacolata sita nel cuore della strada in questione ed invasa letteralmente dal cantiere allo scopo di fare annullare il 'permesso a costruire' nel 2009 e fermare i lavori destinando l’area interessata a scopi più nobili, solidali e collettivi. Per cui SEL Caserta sarà presente all’incontro che i Frati di Via San Carlo hanno indetto per lunedì 4 luglio alle ore 18.30 presso la loro chiesetta, per portare non solo solidarietà alla lotta, ma proposte per iniziative concrete.

venerdì 1 luglio 2011

SEL Forum Donne - Caserta, 4 Luglio

Lunedì 4 Luglio, alle ore 16.30, presso la sede della FILCAM-CGIL, in via Giuseppe Verdi, 34 - Caserta, si terrà un pomeriggio di Poesia e Politica intitolato "Ho un Padre ed una Madre. Voglio UN Presidente ed UNA Presidente". Coordina i lavori Antonietta Fortini, coordinatrice del circolo SEL di Alife, ed interverranno Pietro Di Sarno, coordinatore provinciale SEL Caserta, la poetessa ed artista Fausta Visconti, Lella Palladino della Cooperativa Eva, Désirée D'Accico  di SEL Campania, Chiara Riccio, studentessa, Nadia Maria Nacca, giornalista, e Veronica Iorio, del circolo SEL di Capua. Conclude i lavori Elettra Deiana, membro della Direzione Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà. 

L'invito a partecipare è rivolto a tutta la cittadinanza.


giovedì 30 giugno 2011

Convocazione incontro - 1° luglio 2011 ore 18.30

Venerdì 1° Luglio p.v., alle ore 18:30, presso la sede dell'Arci di Caserta in Viale dei Bersaglieri 32/b, è programmato un incontro con gli iscritti ed i simpatizzanti del circolo SEL "Pablo Neruda", per la definizione di un gruppo di lavoro sul tema del parcheggio sotterraneo di via S. Carlo.

Partecipiamo tutti e cerchiamo di mettere in campo tutte le nostre forze per evitare un incomprensibile oltraggio al centro storico di Caserta.

venerdì 27 maggio 2011

Gazebo pro referendum

Il circolo SEL Caserta "Pablo Neruda" domenica 29 maggio sarà in piazza Dante a Caserta, dalle ore 10.30 alle 13.00 con un gazebo a favore del Referendum del 12 - 13 giugno.

mercoledì 25 maggio 2011

Ora Del Gaudio mantenga le promesse fatte

Il Centro-destra ha vinto le elezioni amministrative a Caserta. E’ questo è un fatto. L’altro è che ora è chiamato a governare la città, mettendo in pratica le innumerevoli promesse fatte.
Il ruolo di Sinistra Ecologia e Libertà sarà oggi quello di seguire attentamente, purtroppo dal territorio e non all’interno del Consiglio, l’operato di quella che sarà la prossima giunta comunale. La prima dimostrazione di novità Del Gaudio la dovrebbe dare con la composizione della nuova Giunta. E se veramente vuole mettere in pratica quello che ha promesso al suo elettorato, dovrebbe escludere dall’esecutivo cittadino tutti coloro che, secondo lui, hanno portato al degrado della città, e cioè coloro che hanno governato con Petteruti (e ce ne sono tanti tra i suoi candidati) e con Falco.
Conoscendo le logiche che governano da sempre quella parte politica, siamo certi che Del Gaudio dovrà iniziare subito a pagare le tante ‘cambiali in bianco’ firmate prima delle elezioni con i grandi ‘collettori’ di voti, tra i quali figurano politici abituati a saltare da un cavallo vincente all’altro, e che hanno come sola nota distintiva l’attaccamento sfrenato alle poltrone. Vedremo quindi queste poltrone a chi verranno assegnate, e questo sarà subito il primo banco di prova della credibilità politica di Del Gaudio e della sua presunta innovazione nel governo della città.
Un altro aspetto che ci interesserebbe sondare, a pochi giorni dai referendum di giugno è la sua posizione sui vari quesiti. Se inviterà gli elettori ad andare al mare piuttosto che a votare, e se dimostrerà un minimo interesse per tematiche rilevanti quali nucleare e privatizzazione dell’acqua. Ci asteniamo dal chiedergli il parere sul quesito del legittimo impedimento, perché presumiamo di conoscere già la risposta. Ci faccia sapere, Sindaco, restiamo in fervente attesa. Noi saremo, per quanto è in nostro potere, il ‘cane da guardia’ sul territorio delle sue azioni politiche e amministrative. Svolgendo un’azione di opposizione sui fatti concreti e sulle misure adottate dalla sua amministrazione. 

giovedì 5 maggio 2011

SEL Caserta incontra la città - Concerto dei Bradipos IV


Ad una settimana dal più importante appuntamento politico per la città, le elezioni comunali, il giovanissimo partito "Sinistra Ecologia Libertà" organizza un meeting elettorale del tutto originale e festoso. Una kermesse musicale con la città, per incontrare i cittadini, stare insieme, sentire buona musica, e iniziare un cammino di riscatto per voltare finalmente pagina rispetto alla vecchia politica e affrontare insieme i problemi della città.
A partire dalle 19:00 e sino alla mezzanotte, su piazza Primo Maggio – e già il nome la dice lunga – si accenderanno i riflettori. Dopo il consueto incontro dei candidati con il pubblico, sarà la volta del un concerto di un gruppo casertano, forse il più amato tra le nuove generazioni: i Bradipos IV.
Sebbene li si trovi da oltre tre lustri nel gotha della musica surf internazionale, i Bradipos non hanno perso lo smalto di un tempo. Piuttosto, nel loro caso, sembra che gli anni aiutino, se è possibile, nel labor limae. Per rendergli merito, ecco qui giusto un saggio della loro lunghissima storia artistica: nel 1994 incidono il loro primo demo, Sloth's Surfin' Party, e la stampa di settore aguzza immediatamente le orecchie. Nel 1997 danno alle stampe il primo Lp, Beach Foo, che consacra il progetto e lo porta fuori dai confini territoriali. Poi è la volta di Go Surf!! per la Teen Sounds di Roma e della Compilation Themes for Bathing Beauties, sempre per la stessa casa discografica. È del 2002 la compilation doppia American Graffiti. A surf tribute.
Negli anni, il sound della band ha fatto strage di cuori in gran parte del mondo, in special modo negli USA. I Bradipos IV sono e resteranno per sempre uno dei maggiori punti d'orgoglio della nostra città. Un onore averli ospiti alla prima festa casertana di SEL. A seguire, sul palco di piazza Primo Maggio, il dj set di Prete Criminale, maschera e genio di un'altra straordinaria formazione casertana, i Klippa Kloppa.

venerdì 1 aprile 2011

Il futuro di Caserta è scritto nelle sue potenzialità – Giovani e Territorio

In una campagna elettorale per le elezioni amministrative, si assiste ad un susseguirsi di frasi roboanti sulle cose che non funzionano, sugli errori fatti dalle precedenti giunte e sulle tante cose che rendono la città criticabile.

Un fenomeno ulteriormente accentuato dal proliferare di sigle, movimenti, passaggi di esponenti politici ad altri schieramenti, divisioni all'interno delle stesse coalizioni, magari in antitesi con le strategie politiche a livello nazionale. Una realtà di difficile comprensione per il cittadino, tentato di allontanarsi dalla politica e dal voto.

Accade quindi che di fronte a tante contraddizioni, non si compia un'analisi approfondita su quali siano le cause del degrado che si denuncia.

Un esercizio, che per poter essere neutro e non “qualunquista”, deve necessariamente partire dalla disamina dei dati numerici, per estrapolare i “punti di forza e di debolezza” della propria città, al fine di poter attuare una giusta politica di governo del territorio.

Semplice verità, almeno per chi è abituato alle analisi ed ai numeri, più importante in uno scenario di scarsità di fondi da utilizzare a livello regionale e comunale, a causa della crisi economico finanziaria, del deficit pubblico e del nuovo federalismo fiscale regionale e comunale, che farà diventare “condicio sine qua non” ottimizzare e rendere efficiente ogni risorsa ed intervento amministrativo.

Per essere più chiari esaminiamo i parametri riferiti alla provincia di Caserta, ottenuti riorganizzando la classifica sulla “Qualità della vita 2010” del “ Il Sole 24” relativa alle 107 province italiane.

In tale classifica Caserta è terzultima (105 su 107), ed è in costante declino da anni.

Dalla lettura di tali impietosi dati emerge che i settori che fanno sprofondare città e provincia agli ultimissimi posti sono in ordine decrescente: Affari e Lavoro (105^), Ordine pubblico (102^), Servizi Ambiente e Salute (100^), Tenore di vita (96^) e Tempo libero (91^).
Unico settore in cui Caserta prevale egregiamente è quello della Popolazione (37^).

Aldilà di dati che ci si aspettava nella loro drammaticità, cioè l'ordine pubblico, dove l'impatto della criminalità trova l’apice nel fenomeno delle estorsioni - lo sconforto assale leggendo che Caserta risulta prima per la disoccupazione giovanile, inoltre scopriamo che siamo penultimi nei servizi di volontariato, di contro ad una tenuta della famiglia, rimasta l’unico argine a tutte le problematiche socio economiche, visto che Caserta è solo 11^ nel numero di divorzi e separazioni.

Caserta è però la seconda provincia con il più alto rapporto di giovani sulla popolazione e questo deve essere la vera forza ed il volano per il futuro e per ripartire, a patto però di saper ascoltare e dare risposta ai loro bisogni.

Si potrebbe pensare ad esempio all’istituzione di un assessorato ad hoc che unendo settori trasversali (lavoro ed occupazione, politiche sociali, formazione, sport e tempo libero) dia voce costante ed esclusiva a questa grande miniera, ancora non “attivata”.

A questo proposito c'è da sottolineare che essere 2^ provincia più giovane d'Italia, insieme al dato che colloca Caserta alla 63^ posizione nel numero di laureati (nella fascia 25-30 anni) , significa che a questa massa di giovani non vengono date le possibilità di estrinsecare il miglior potenziale, e quindi viene dissipato strada facendo l’apporto positivo di idee e fattualità .

Inoltre è sconfortante che Caserta, con tantissimi giovani, sia nelle ultime posizioni anche nell'indice di sportività (99^), un indicatore importante non solo per il tempo libero, ma anche per la qualità della vita in assoluto.

Ciò, inutile negarlo, deriva dalla mancanza cronica di strutture sportive, tant'è che la possibilità, peraltro limitata, di fare attività sportiva è offerta da strutture private, ormai troppo onerose per i bilanci familiari già dissanguati dalla crisi economica.

Una politica lungimirante, attivando gli strumenti finanziari adatti, dovrebbe puntare a piccoli impianti sportivi e luoghi di aggregazione sociale, culturale, in modo da contribuire a rivitalizzare i quartieri periferici di Caserta, degradati urbanisticamente e senza attrattive per giovani e ragazzi.

Questo avrebbe anche un effetto collaterale positivo, ossia decongestionare il centro città perennemente intasato anche di sera, visto che tutti i giovani vi si riuniscono, essendo l'unico fazzoletto di città dove sono presenti luoghi di intrattenimento.

Altro dato molto preoccupante è quello sull’occupazione femminile, in cui la città si colloca 102^ posto, da leggere insieme al dato che Caserta è nelle ultime posizioni per numero di asili nido comunali. Senza servizi per i figli piccoli (Caserta è al 6^ posto per natalità), non si può pretendere di far lavorare le mamme !

Infine un ultimo dato: Caserta è tra le sole 4 province che nel periodo 2005-2009 ha diminuito il proprio PIL (99% di quello del 2005), ed è terzultima, nonostante sia in ottima posizione per le infrastrutture (39^).

Questo significa che occorre avviare un sistema di gestione ottimale del territorio per renderlo attrattivo per gli investimenti. Forse c'è da pensare seriamente, insieme a Provincia e Regione, a forme di fiscalità diverse per agevolare investimenti innovativi, in modo da sognare per Caserta un futuro da “Nuova frontiera” di Kennediana memoria e che, attingendo all’enorme potenziale umano a disposizione possa far tornare “Felix” e “Terra di lavoro” questo territorio.

Luigi Granato *

*Laureato in Economia e Commercio, abilitato come Dottore Commercialista.
Dal gennaio 2007 Funzionario della Divisione Emittenti della CONSOB. Precedentemente ha lavorato nel gruppo SME, sia nella Holding SME Finanziaria Meridionale S.p.A., con compiti di Pianificazione strategica e controllo, sia in società controllate della GS Supermercati S.p.A., come Responsabile di Tesoreria e Finanza. E in diverse aziende private.
E’ candidato alle prossime amministrative di Caserta nella lista di SEL (Sinistra Ecologia e Libertà).